Grazia Deledda L’archivio, lo spazio museale a 150 anni dalla nascita

Camera dei Deputati

14 gennaio 2022 - Convegno

Grazia Deledda, L’archivio, lo spazio museale a 150 anni dalla nascita

Il 14 gennaio, nell’ambito del Convegno «Il rimedio è in noi. Cuore bisogna avere, null’altro…». Grazia Deledda a 150 anni dalla nascita presso la Camera dei Deputati, viene presentato per la prima volta al pubblico l’archivio di Grazia Deledda, da oggi consultabile a seguito dei progetti d’inventariazione e di digitalizzazione e restauro dei manoscritti delle sue opere.

La Biblioteca nazionale centrale di Roma nel 2020 ha acquisito il rilevante archivio della scrittrice rimasto di proprietà degli eredi, prontamente fatto ritirare dall’asta Libri, autografi e stampe del 5 dicembre 2019 di Finarte auctions. L’archivio è costituito da manoscritti autografi, lettere, fotografie, ritagli di stampa, libri, opere d’arte e arredi.

La Biblioteca nelle sue collezioni già conservava dei documenti autografi significativi della scrittrice. Ora, con la nuova acquisizione, importantissimi documenti arricchiscono il suo patrimonio. Il cuore dell’archivio sono senz’altro gli oltre 60 manoscritti autografi delle sue opere: romanzi, tra i quali Elias Portolu e Cenere, novelle e teatro. Si tratta di pagine e pagine vergate nella sua tipica scrittura e sui tipici supporti adottati dalla scrittrice: delle strisce verticali di carta lunghe all’incirca 320 mm, larghe più o meno 110 mm, dove Deledda scrive senza quasi margini. Un patrimonio di eccezionale rilevanza in vista anche dell’Edizione nazionale delle opere di Grazia Deledda, nel pieno dello studio e realizzazione.

Numerose inoltre le lettere e le fotografie, tra le quali spicca su tutte, per rilievo storico, quella

con dedica di Mussolini donata in occasione del conferimento del premio Nobel. Ricco è infatti anche il dossier Nobel con il programma, il menù del ricevimento, la mappa dei posti e altra documentazione.

Oltre alle carte e ad alcuni libri, fanno parte dell’acquisizione anche opere d’arte e gli arredi della sala da pranzo, presenti nel villino di via Porto Maurizio a Roma. La sala da pranzo, composta da una credenza, un buffet e il tavolo, è stata realizzata per lei negli anni Venti dal lucchese Carlo Spicciani, uno dei massimi interpreti dello stile secessionista in Italia. Spicciani viene presentato a Deledda da Plinio Nomellini, caro amico di famiglia, cui si deve di certo il più bel ritratto ad olio che si conosca di Grazia, realizzato nel 1913-1914, entrato anch’esso a far parte del patrimonio della biblioteca. La credenza, il buffet e il tavolo sono inoltre arricchiti da preziose decorazioni ceramiche della Manifattura Chini di Borgo San Lorenzo. Gli altri mobili di arredo della casa romana sono di fattura sarda. Tra le opere d’arte sono presenti non solo i suoi ritratti, quelli del marito Palmiro Madesani e del suocero Giuseppe Madesani, ma anche paesaggi come L’invito di Michele Cascella e la casa di Nuoro ritratta da Tino Pelloni e dalla sorella Nicolina Deledda, che firma pure il quadro Pellegrinaggio, oltre ai disegni di Giuseppe Biasi.

In seguito a questa importante acquisizione è stato riallestito lo spazio dedicato a Grazia Deledda all’interno del museo letterario Spazi900 della Biblioteca. Si entra così nel villino di via Porto Maurizio, nella sua sala da pranzo ricostruita con gli arredi, oggetti e quadri originari. L’allestimento del nuovo spazio museale è stato sponsorizzato grazie a un progetto Art bonus.

 

Consulta l’inventario dell’archivio: http://archivista.bnc.roma.sbn.it/fonds/358

Consulta i manoscritti delle opere nella #tecadigitale: http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/

Visita lo spazio Deledda nel museo #Spazi900: http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spazi900