I “Bandi di Mastro Titta”

Biblioteca nazionale centrale di Roma

27 settembre 2023 - Biblioteca digitale

I “Bandi di Mastro Titta”

 

Si è appena concluso il lavoro di catalogazione e digitalizzazione dei cosiddetti “bandi di Mastro Titta” (RC 1640/1-20), donati alla Biblioteca nazionale centrale di Roma all’inizio del 2023 dal collezionista e studioso Giovanni Biancardi e oggi conservati presso il Dipartimento Manoscritti e Rari della biblioteca.

Mastro Titta (1779 – 1869) è per i romani un personaggio entrato di diritto nel folklore cittadino prima ancora che si delineassero i contorni più precisi di una figura storica, realmente esistita, al servizio del sistema giudiziario vigente nella Roma pontificia di inizio Ottocento. Giovanni Battista Bugatti, questo il vero nome di Mastro Titta, nacque a Senigallia, nelle Marche, ma fu a Roma che legò indissolubilmente il suo nome da quando, all’età di soli 17 anni, iniziò a svolgere la professione di giustiziere per lo Stato Pontificio. Durante la sua lunga carriera, durata 68 anni, eseguì 514 sentenze di morte per una media di 7 esecuzioni annue, che gli valsero il soprannome er boja de Roma.

Di tutte le famose esecuzioni ci è rimasta traccia nell’autobiografia scritta di suo pugno che giunse nelle mani di Edoardo Perino, tipografo ed editore arrivato a Roma per cercare fortuna, all’indomani della morte del Bugatti. Fu proprio nel 1891 che Perino pubblicò un libro illustrato dal titolo: Mastro Titta, il boja di Roma e la giustizia dei Papi. Memorie di un carnefice scritte da lui stesso.

Le Memorie di Mastro Titta divennero un vero e proprio best seller letterario nella Roma ottocentesca, nella quale si respirava un clima sociale particolarmente violento e che, per tale ragione, rappresentava lo sfondo ideale per la stesura di un testo contenente le macabre storie di crudeli assassini e malviventi di ogni risma, adatte a soddisfare in pieno la morbosa curiosità dei lettori dell’epoca.

Proprio nel suo taccuino il boia aveva annotato, con dovizia di particolari, un elenco puntuale di tutti i condannati a morte, con tanto di reato commesso, tipologia di pena inflitta, luogo e anno di esecuzione.

Tuttavia, l’edizione del 1891 non conteneva il testo autobiografico scritto da Mastro Titta, ma una bieca manipolazione per fini commerciali delle carte originali che Perino aveva avuto modo di leggere: un taccuino (mutilo delle ultime carte) e una trascrizione completa, di mano incerta, redatta poco tempo prima della morte di Mastro Titta. Se le Memorie del 1891 sono un documento ampiamente romanzato, reali sono invece le vicende dei condannati a morte giustiziati da Mastro Titta, mero esecutore materiale di un sistema giudiziario cruento e per nulla proporzionato alla colpa imputata.

A tali vittime è dedicata l’opera di Giovanni Biancardi I pazienti di Mastro Titta. Le false memorie del boia di Roma e qualche vera storia criminale. Con una riflessione conclusiva di Antonio Castronuovo, edita nel 2022 da Palombi Editore, nella quale l’autore, dopo una dettagliata introduzione, trascrive i documenti che oggi sono custoditi presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma.

I 20 fogli volanti, stampati tra il 1805 e il 1826, contengono i resoconti di reati commessi dai criminali giustiziati dal boia. Dalla lettura delle carte si apprendono numerosi casi di cronaca, alcuni quanto mai attuali, come i tanti, troppi femminicidi, oppure le crassazioni/grassazioni (rapine a mano armata) ai danni di poveri malcapitati e viandanti. In quasi tutte le circostanze la pena inflitta era l’impiccagione, la decapitazione o la mazzolatura (pratica che consisteva nel percuotere con violenza il cranio del condannato per mezzo di un maglio) a cui poteva seguire, a seconda della gravità del reato commesso, il taglio degli arti o lo squartamento.

I progetti di catalogazione e di successiva digitalizzazione sono stati condotti interamente “in house” grazie alla collaborazione fra il Dipartimento Manoscritti e Rari e l’Ufficio Digital Library, e i documenti generosamente donati alla Biblioteca nazionale sono ora descritti nel catalogo nazionale SBN e pienamente fruibili nella Teca Digitale.

La raccolta integrale può essere visualizzata a questo link.