150 anni della Biblioteca nazionale
Biblioteca nazionale centrale di Roma
15ì4 marzo 2026 - Anniversario
La Biblioteca nazionale centrale di Roma nasce con un’ambizione dichiarata: essere la Biblioteca della Nazione. Istituita nel 1876, pochi anni dopo la proclamazione di Roma capitale, fu concepita non come semplice raccolta libraria, ma come simbolo e strumento del nuovo Stato unitario. In una città già ricca di biblioteche storiche – ecclesiastiche, accademiche, aristocratiche – mancava un’Istituzione capace di rappresentare l’intera comunità nazionale, raccogliendo e conservando la produzione editoriale italiana senza distinzioni di provenienza o appartenenza.
Per quanto costruita intorno al nucleo della biblioteca dei Gesuiti del Collegio Romano, diversamente dalle grandi biblioteche preunitarie, la nuova Nazionale fu concepita come Istituzione pubblica moderna, orientata al servizio, alla completezza delle raccolte al fine di documentare la vita culturale dell’Italia nel suo insieme. Il deposito legale, le acquisizioni sistematiche, l’attenzione alla bibliografia nazionale rispondevano a questa visione. La Biblioteca diventava così archivio della memoria contemporanea, luogo pubblico e laico, aperto a studiosi e cittadini.
Oggi la Biblioteca nazionale centrale di Roma continua a svolgere questa funzione, custodendo oltre 9 milioni di volumi, manoscritti e fondi speciali (in particolare accrescendo le raccolte dei grandi scrittori italiani del Novecento), e promuovendo servizi e progetti che coniugano tutela, innovazione e accesso. Rimane, nel cuore della capitale, uno dei presìdi fondamentali dell’identità culturale italiana.

