Comunicazione al Pubblico

08/06/2010

COMUNICAZIONE AL PUBBLICO

È pervenuta a questa Direzione una nota, a firma di numerosi utenti della Biblioteca, con la quale si depreca la chiusura di due banconi di distribuzione e si chiede alla Direzione di rideterminarsi in merito.
Dal momento che questa Direzione ha assunto, da tempo, la norma comportamentale di fornire una risposta a tutti i quesiti che provengano dall’utenza, si espongono i seguenti chiarimenti, sotto forma di comunicazione aperta ai firmatari:
la decisione di chiudere i banconi di distribuzione in due sale (e non le sale, come forse una carente informazione ha indotto a credere) è stata presa molto a malincuore e non prima di aver verificato tutte le possibili ipotesi alternative, anche con le rappresentanze sindacali, portatrici delle istanze del personale coinvolto.
L’inevitabilità della misura discende dalla ormai insostenibile carenza di personale, per cui l’organico dell’Istituto si è ridotto da quasi 400 unità a poco più di 250 e il trend è in progressivo peggioramento, per cui non è escluso che, in un futuro non lontano, si debba procedere ad ulteriori dolorosi ridimensionamenti.
Ogni altra possibile alternativa è stata esaminata ed è risultata impraticabile, o per carenze di risorse o perché avrebbe prodotto danni ancora più consistenti.
La Direzione non può che apprezzare l’interessamento di tanti utenti, che dimostrano così di partecipare alla vita dell’Istituto e non di utilizzare semplicemente i servizi che esso offre ed è ben consapevole che le misure d’emergenza non possono mai, ovviamente, ottimizzare alcunché, essendo per definizione finalizzate ad individuare rimedi contingenti, laddove necessiterebbero misure strutturali.
La situazione attuale purtroppo non consente altro, ma è desiderio ed impegno comune della Direzione e del Personale fare tutto il possibile affinché i disagi per l’utenza siano ridotti al minimo. Si è confortati in questo dall’ampia condivisione delle misure prese, derivate da un lungo e costruttivo confronto con tutte le parti in causa, a seguito del quale si è addivenuti a determinazioni improntate alla serena coscienza di aver valutato tutti gli elementi a giro d’orizzonte e non il singolo limitato spicchio di settore, abitudine e limite, purtroppo, di chi preferisce fare i conti con il proprio orizzonte chiuso, trovandosi sempre dalla comoda parte della “ragione”.
Com’è abitudine di questa Direzione, si assicura, comunque, la massima disponibilità ad esaminare ogni ulteriore alternativa, che abbia però i dovuti crismi della ragionevolezza, utilità ed ampiezza di analisi.
Il Direttore
Prof. Osvaldo Avallone
Roma, 8 giugno 2010