L'affaire Paganini. La vicenda post-mortem

Biblioteca nazionale centrale di Roma

9 aprile 2026 - Presentazione volume

L'affaire Paganini
L'affaire Paganini

Giovedì 9 aprile 2026, ore 17:00


Presentazione volume
L'affaire Paganini. La vicenda post-mortem
a cura di Mariateresa Dellaborra, Roberto Iovino, Nicole Olivieri, Danilo Prefumo
(Società Editrice di Musicologia, 2025)


Saluti
Stefano Campagnolo
Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Coordina
Lorenzo Tozzi

Intervengono
Mariateresa Dellaborra
Roberto Iovino
Nicole Olivieri
Danilo Prefumo

Il libro propone per la prima volta una fitta antologia di documenti inediti (raccolti fra Genova, Parma, Torino e Nizza, oltre a un manoscritto messo a disposizione da un collezionista privato) relativi alla mancata sepoltura di Paganini e alla lunga vicenda che ha portato la sua salma ad essere finalmente accolta nel cimitero di Gaione tredici anni dopo la morte.
 Quando Paganini si spense il 27 maggio 1840 a Nizza, il vescovo della città, monsignor Galvano, ne vietò la sepoltura in terra consacrata accusando l'artista di non aver assolto agli obblighi del precetto pasquale e di aver rifiutato la confessione.

Il veto del vescovo ebbe naturalmente ripercussioni non solo nell'ambito ecclesiastico, ma anche a livello politico. Iniziò allora un fitto carteggio fra Nizza, Torino e Genova che interessò anche il re Carlo Alberto: a Torino si temevano manifestazioni di protesta a Genova, tanto che la notizia della morte del violinista fu data dai giornali in maniera molto discreta senza alcun accenno alla decisione di monsignor Galvano. Gli amici di Paganini si strinsero intorno al figlio Achille, allora quindicenne, e raccolsero un nutrito dossier per provare la condotta morale e cristiana di Paganini e controbattere alle accuse di Galvano: si sottolineò la malferma salute del musicista, quasi totalmente afono e impossibilitato a muoversi dalla sua camera da letto, la sua generosità espressa nel testamento, i tanti concerti tenuti a favore dei poveri, l'attenzione alla educazione morale del figlio. Ci vollero tuttavia tre processi per arrivare nel 1844 (nello stesso anno, la salma imbalsamata era stata portata da Nizza al "Casino" in Val Polcevera di proprietà dei Paganini) alla decisione di tre giudici sinodali nominati dal papa che smontarono una per una le accuse della Chiesa di Nizza autorizzando pertanto la sepoltura a Parma. Il figlio Achille si impegnò a ricavare un cimitero dai possedimenti di famiglia a Gaione e nel 1853 finalmente Paganini trovò pace. Infine, nel 1876, la salma fu traslata nell'attuale Cimitero di Parma.