Il memoriale di San Cosimato. Il Libro de l’antiquità del sacro monasterio di suor Orsola Formicini
Biblioteca nazionale centrale di Roma
14 maggio 2026 - Presentazione volume
Giovedì 14 maggio 2025, ore 16.30 – Sala 1
Presentazione del libro
Il memoriale di San Cosimato
Il Libro de l’antiquità del sacro monasterio di suor Orsola Formicini
a cura di Gemma Guerrini Ferri (Roma, Viella, 2026)
Saluti istituzionali
Stefano Campagnolo, Direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma
Introduce e coordina
Marina Caffiero, Sapienza Università di Roma
Intervengono
Joan Barclay (La Trobe University, Melbourne)
Anna Esposito (Sapienza Università di Roma)
Caterina Tristano (Università di Siena)
Sarà presente la curatrice
Sul finire del secolo XVI l’abbadessa Orsola Formicini ripercorre nel “Libro de l’antiquità” la storia del suo monastero, nato come fondazione benedettina maschile nel secolo X (o forse anche VII) intitolata ai Santi Cosma e Damiano in Mica Aurea, e che nel XIII secolo, col nome ormai volgarizzato di San Cosimato, era stato affidato alle Sorelle povere inviate da s. Chiara. L’autrice descrive poi l’adozione dell’Osservanza da parte delle clarisse di San Cosimato, il loro farsi carico della sua diffusione nel Lazio durante il secolo XV, e l’accoglimento delle successive disposizioni controriformistiche.
La mole di materiali che l’autrice ricava da documenti medievali, tradizioni orali e testimonianze dirette (di cui particolarmente preziose quelle sul Sacco di Roma), non soltanto arricchiscono la storia del monachesimo romano benedettino e della prima comunità clariana insediatasi a Roma, ma illustrano anche diversi aspetti della vita culturale della città tra XVI e XVII secolo. E se nell’ordine cronologico e nella disposizione tematica dei materiali il “Libro” rimane fedele alla tradizione memorialistica monastica, il suo notevole stile narrativo lo rende avvincente anche per i non addetti ai lavori.
Orsola Formicini nasce a Roma nel 1548 e a 8 anni entra nel monastero di San Cosimato. Eletta abbadessa tre volte (1598, 1604 e 1610) scrive due diverse versioni del “Libro de l’antiquità de San Cosmato”, ambedue conservate dalla Biblioteca nazionale centrale di Roma (mss. Varia 5 e Varia 6). La sua ultima annotazione autografa risale al 1614.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

