Una cara immagine in un sogno
Biblioteca nazionale centrale di Roma
8 ottobre 2026 - Presentazione volume
Giovedì 8 ottobre 2026, ore 16:30, Sala 1
Ciclo Spazi900: letture, incontri, confronti
Presentazione volume
Antonio Seccareccia
Una cara immagine in un sogno
A cura di Arnaldo Colasanti, Raffaele Manica
(Interno Poesia, 2026)
Saluti
Stefano Campagnolo
Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Intervengono
Giulio Ferroni
Raffaele Manica
Con la partecipazione di Rita Seccareccia, figlia del poeta
Il libro
Una cara immagine in un sogno. L’opera poetica completa di Antonio Seccareccia è l’edizione critica di un poeta che, nato povero, cercò nella letteratura e nello studio il riscatto esistenziale. La sua fu una vita difficile. Da giovane, conobbe il duro lavoro in campagna. Poi la guerra in Libia e in Egeo. Il ritorno a casa lo ricondusse nel mondo dei carabinieri. Infine, si realizzò il sogno di quella libreria (l’unica a Frascati) che potesse diventare il riferimento, l’officina, il laboratorio per varie generazioni, votate ad una ricerca del senso delle cose attraverso la poesia. Quello che si legge in questo libro è proprio il sentimento profondo per un tempo di gioia, anche quando la vita appare dolorosa. Quella gioia poetica che nasce dalla serenità di capire che contro l’assedio della pena vanno opposti l’amore, la passione, l’intelligenza, l’ostinata ricerca dello studio: quella forza d’animo che è l’eredità maggiore di questi testi. La poesia di Antonio Seccareccia, ammirata da tanti lettori e critici del suo tempo, può essere una rivelazione di ordine morale ed esistenziale per i nuovi lettori di oggi. Non è un caso che due, fra i maggiori critici letterari contemporanei, abbiano deciso di lavorare insieme per ritrovare lo spirito di una voce classica e contemporanea.
L’autore
Antonio Seccareccia è nato a Galluccio, in provincia di Caserta, nel 1920, ed è morto a Frascati, nel 1997. Da ragazzo ha fatto il contadino. A diciotto anni si è arruolato nei Carabinieri, e vi è rimasto fino al 1966. Ha detto di sé stesso: «Se potessi tornare indietro, farei il contadino per tutta la vita. La Natura non tradisce mai chi la conosce e l’ama: gli uomini sì». È stato in guerra, prima in Libia e poi in Egeo. Dopo il congedo dai Carabinieri, e fino al 1989, ha fatto il libraio, «perché amo i libri quanto ho amato e amo la terra». Giorgio Caproni lo presentò su La Fiera Letteraria; Giacomo Debenedetti lo premiò con il Lerici nel 1959. Nello stesso anno fu pubblicata la prima edizione di Viaggio nel Sud. Nel 1960 uscì Le isolane (quattro racconti lunghi) presso Lerici, nella collana Narratori diretta da R. Bilenchi e da M. Luzi. Fondò a Frascati nel 1959, con un gruppo di amici poeti (Caproni, Accrocca, Reale), il Premio Botte di Frascati. A dieci anni dalla morte è stato pubblicato il romanzo Partenza da un mattino freddo, con prefazione di Giulio Ferroni e post prefazione di Walter Mauro. Una cara immagine in un sogno. L’opera poetica completa è l’edizione critica delle poesie.

